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INTERVOL AMBULANZE ONLUS

 

23 Maggio 2009 -  7° contingente di protezione civile ANPAS. Rientrato alla base.

15 Maggio 2009 un equipaggio di Intervol insieme alla SOS Novate parte in colonna da Cesano Boscone alle 21.00 circa per una missione di protezione civile nelle zone del terremoto dell’Abruzzo. La destinazione è il campo base “Acquasanta” di ANPAS nazionale sito nella città de L’Aquila.

 
Dopo un viaggio durato tutta notte arriviamo finalmente a destinazione, già nel tragitto tra il casello di L’Aquila ovest e il campo base si notano i segni che il sisma ha lasciato sugli edifici della città e ovunque macchie blu indicano il posizionamento di campi per sfollati organizzati da centri di sicurezza pubblica e protezione civile.
 
Giunti al nostro campo di destinazione, veniamo registrati e sistemati nelle tende che ci ospiteranno per l’intera missione e dopo una presentazione ed un breafing iniziale, svolto dal responsabile di protezione civile dell’ANPAS e dai volontari uscenti, iniziamo subito ad operare all’interno dell’area.
 
Il centro è istallato all’interno  del campo di rugby della squadra de L’Aquila, una struttura molto solida e con una area operativa abbastanza grande. Il campo, infatti, ospita più di 700 civili sfollati e circa 80 volontari di PC.
 
All’interno, oltre alle tende dei cittadini e degli operatori, vi sono molti servizi utili quali:
 
  • Un PMA (Posto Medico Avanzato)
  • Un Servizio di supporto psicologico (APE – Associazione Psicologi dell’Emergenza)
  • Uno Studio Odontoiatrico
  • Un ufficio comunale
  • Una postazione mobile delle Poste ( con due operatori e uno sportello automatico)
  • Un asilo
  • Una scuola media ed una elementare
  • La tenda dell’associazione “Save the Children”
  • Un magazzino di materiale di prima necessita (gestito da volontari civili)
  • La mensa
  • All’esterno del campo un ambulatorio di medici di base e visite specialistiche
 
I lavori da fare sono molti, impegnativi e inderogabili, ognuno è impegnato in mansioni fisse oppure impiegato in più lavori. Le attività spaziano dalla bonifica dei terreni sottostanti le tende al controllo degli accessi al campo, dalla pulizia dei locali sanitari al trasporto di rifiuti all’esterno. Alcuni, per via della professione svolta durante la vita, vengono assegnati a compiti precisi (idraulici, elettricisti, ecc.).
 
Il clima non è dei migliori per lavorare, già dalle prime ore del mattino il caldo è insopportabile e diventava sempre più intenso via via che passano le ore, mentre nei primi momenti del tramonto comincia a farsi strada il freddo fino a dover indossare indumenti più pesanti e dormire nei sacchi a pelo. Ogni giorno si avvertono scosse dovute al continuo sciame sismico, che variano da magnitudo 1.7 a 2.5 ( Indici reperiti dai sistemi di informazione)
 
 
 
Gli ospiti sono sistemati in tende da otto a dodici posti letto condivise da famiglie miste, quindi molto frequentemente si notano dei contrasti tra abitanti dovuti alla convivenza forzata, tanto che a volte capita di dovere sedare all’origine alcune incomprensioni per evitare che sfocino in qualcosa di più grosso.
La vita di queste persone continua il suo percorso nonostante la propria situazione. Vediamo persone che si alzano al mattino per andare a lavoro, altri invece si svegliano e rimangono all’interno del campo svolgendo le normali attività che avevano anche in casa propria, altri invece si prestano come volontari ad aiutare in mensa o in altre attività legate all’operato della protezione civile.
 
Le persone più colpite sono quelle più piccole, che ricevono comunque un buon supporto dalle strutture presenti nel campo, quali gli psicologi e gli animatori. Ma notiamo che il loro stato d’animo è molto a terra, a volte però basta giocarci un po’ insieme con un pallone o aiutarli a far volare un aquilone per vederli sorridere.
Questa esperienza porta poi, al di fuori di quello che è lo scopo primario di questa missione, a conoscere ed interagire con realtà volontarie di altri posti e crearsi nuove amicizie, che aiutano anche a superare momenti più difficili e stancanti del periodo di permanenza.
 
23 maggio 2009, dopo aver caricato il mezzo, passato le consegne, salutato tutti gli amici e collaboratori delle altre protezioni civile e alcuni degli abitanti, ripartiamo per tornare verso casa a Milano dove raggiungiamo la sede di Cesano Boscone verso le 17.00.
 
Il lavoro al campo è ancora molto e ogni settimana verrà svolto da contingenti diversi.
Ai ragazzi dell’intervol che raggiungeranno il campo base, nella prossima partenza della nostra protezione civile, auguro un buon lavoro e per chi, come me, è alla prima esperienza di questo genere, consiglio di  farne tesoro prezioso per la vita.
 
Continua con la prossima partenza……….
 
 
 
Roberto
Venerdi Notte